Informazione - Mikeleb2

Michele Biundo
Scrittore e poeta
Vai ai contenuti
  

ALCUNI  MOTIVI CHE SPINGONO I TESTIMONI DI GEOVA A NON ACCETTARE SANGUE TRASFUSO

La medicina trasfusionale ha un futuro sicuro?“La medicina trasfusionale continuerà a essere un po’ come camminare in una foresta tropicale, dove anche se ci sono dei sentieri ben tracciati bisogna comunque procedere facendo attenzione, e dietro l’angolo potrebbero annidarsi nuovi e ignoti pericoli”. — Ian M. Franklin, docente di medicina trasfusionale. DOPO che negli anni ’80 l’epidemia mondiale di AIDS fece puntare i riflettori sul problema sangue, si sono intensificati gli sforzi per eliminare i suoi “ignoti pericoli”. Ma ci sono ancora grossi ostacoli. Nel giugno 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ammesso: “La probabilità di ricevere una trasfusione sicura . . . varia enormemente da un paese all’altro”. Perché? In molti paesi non esistono programmi coordinati a livello nazionale finalizzati a garantire standard di sicurezza per la raccolta, i test di controllo e il trasporto del sangue e dei prodotti ematici. A volte le scorte di sangue sono addirittura immagazzinate in modo pericoloso, in frigoriferi domestici mal funzionanti o in borse frigorifere! Senza standard di sicurezza, i pazienti possono avere ripercussioni in seguito a trasfusioni di sangue donato da qualcuno che vive a centinaia, se non a migliaia, di chilometri di distanza.Sangue sicuro: un obiettivo sfuggenteAlcuni paesi affermano che le loro scorte di sangue non sono mai state così sicure. Eppure ci sono ancora motivi per esercitare cautela. La prima pagina di un foglio informativo preparato congiuntamente da tre enti americani che si occupano del sangue dice: “ATTENZIONE: Dato che il sangue intero e i suoi componenti provengono dal sangue umano, può esserci il rischio che trasmettano agenti infettivi, come virus. . . . Un’attenta selezione dei donatori e la possibilità di eseguire test di laboratorio non eliminano il rischio”.A ragione, Peter Carolan, decano dei dirigenti della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, dice: “Non potranno mai esserci garanzie assolute sulle forniture di sangue”. E aggiunge: “Ci saranno sempre nuove infezioni per le quali, sul momento, non esistono test”.Che dire se dovesse comparire un nuovo agente infettivo che, come nel caso dell’AIDS, rimane a lungo nel portatore in uno stato impossibile da diagnosticare e si trasmette subito attraverso il sangue? Intervenuto a una conferenza tenutasi a Praga nell’aprile 2005, il dott. Harvey G. Klein, degli Istituti Sanitari Nazionali americani, ha definito questa possibilità preoccupante. Ha anche aggiunto: “Chi raccoglie gli emocomponenti non sarebbe molto più preparato a fronteggiare un’epidemia trasmessa da una trasfusione di quanto lo fosse nei primi tempi dell’AIDS”.Errore umano e reazioni immunitarieNei paesi industrializzati quali sono i maggiori rischi legati alle emotrasfusioni? L’errore umano e le reazioni immunitarie. Riguardo a uno studio canadese del 2001, il quotidiano Globe and Mail riferiva che nel caso di migliaia di trasfusioni di sangue si è sfiorata la tragedia “per aver prelevato campioni di sangue dal paziente sbagliato, per aver commesso errori nell’etichettatura dei campioni e per aver richiesto sangue per il paziente sbagliato”. Negli Stati Uniti fra il 1995 e il 2001 errori del genere sono costati la vita ad almeno 441 persone.Chi riceve sangue da un’altra persona corre sostanzialmente rischi simili a chi si sottopone a un trapianto di organi. Il sistema immunitario tende a rigettare il tessuto estraneo. In certi casi, le emotrasfusioni possono in effetti inibire le naturali risposte immunitarie. Questa immunosoppressione rende il paziente soggetto a infezioni postoperatorie e a virus in precedenza latenti. Non c’è da sorprendersi che il professor Ian M. Franklin, menzionato all’inizio dell’articolo, esorti i medici a “pensarci due volte prima di trasfondere un paziente”.Il parere degli espertiCon questa consapevolezza, sempre più addetti ai lavori guardano alla medicina trasfusionale con un maggiore senso critico. Un’opera di consultazione dice: “Alcuni medici ritengono che il sangue allogenico [di un’altra persona] sia un farmaco pericoloso e che, se fosse valutato secondo gli stessi criteri applicati agli altri farmaci, il suo impiego verrebbe vietato”. — Dailey’s Notes on Blood.Verso la fine del 2004, a proposito del trasfondere un componente principale del sangue in pazienti sottoposti a un intervento al cuore, il prof. Bruce Spiess disse quanto segue: “Pochi articoli [medici], ammesso che ce ne siano, sostengono che le trasfusioni contribuiscono effettivamente alla riuscita dell’intervento”. Anzi, Spiess scrive che molte di queste trasfusioni “possono fare più male che bene praticamente in tutti i casi, eccetto i traumi”, aumentando “il rischio di polmoniti, infezioni, infarti e ictus”.Molti rimangono sorpresi scoprendo che i criteri in base ai quali si decide di trasfondere non sono così uniformi come ci si aspetterebbe. Il dott. Gabriel Pedraza di recente ha ricordato ai suoi colleghi del Cile che “le trasfusioni sono una metodica non ben definita”, dato che ad esse è “difficile . . . applicare parametri universalmente accettati”. Non stupisce che Brian McClelland, direttore dell’Ente nazionale scozzese per le emotrasfusioni, chieda ai medici di “ricordare che la trasfusione è un trapianto e pertanto trasfondere o meno non è una decisione da prendere alla leggera”. Consiglia ai medici di riflettere su questa domanda: “Se si trattasse di me o di mio figlio, accetterei la trasfusione?”In realtà, non sono pochi i medici che si esprimono come ha fatto un ematologo in un’intervista a Svegliatevi!: “A noi specialisti della medicina trasfusionale non piace né ricevere né dare sangue”. Se alcuni professionisti del settore la pensano così, cosa dovrebbero pensare i pazienti?La medicina cambierà?‘Se nella medicina trasfusionale si annidano tanti pericoli’, potreste chiedere, ‘come mai il sangue viene ancora usato così tanto, soprattutto quando ci sono delle alternative?’ Un motivo è semplicemente che molti medici sono riluttanti a cambiare i loro metodi o non conoscono le terapie attualmente usate in alternativa alle trasfusioni. Secondo un articolo del periodico Transfusion, “i medici decidono di trasfondere sulla base degli insegnamenti ricevuti, della loro formazione e del loro ‘giudizio clinico’”.Contano molto anche le capacità del chirurgo. La dott. Beverley Hunt, di Londra, scrive che “la perdita di sangue dipende notevolmente dal chirurgo, e sta aumentando l’interesse nell’addestrare i chirurghi a effettuare adeguate emostasi chirurgiche [metodi per fermare il sanguinamento]”. Alcuni sostengono che le alternative alle trasfusioni hanno costi troppo elevati, anche se i dati dimostrano il contrario. Molti medici, però, concordano con il dott. Michael Rose, direttore sanitario, che dice: “Qualunque paziente che riceva un trattamento senza sangue usufruisce, in effetti, della migliore chirurgia a disposizione”.Le migliori cure a disposizione: non è questo che desiderate? In tal caso avete qualcosa in comune con le persone che vi hanno lasciato questa rivista. Vi invitiamo a proseguire la lettura per scoprire qual è la loro particolare posizione in merito alle trasfusioni di sangue.

( Informazioni  tratte dal Sito JW.org.)

COMMENTI : bimik2001@yahoo.it
ABOUT
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Donec commodo sapien et dapibus consequat. Phasellus a sagittis massa. Suspendisse potenti.
Duis non arcu venenatis, cursus ex.
HOMEPAGE
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Donec commodo sapien et dapibus consequat. Phasellus a sagittis massa. Suspendisse potenti.
Duis non arcu venenatis, cursus ex.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit.
Created with WebSite X5
Michele Biundo - scrittore e poeta
Torna ai contenuti